mercoledì 27 agosto 2014

COME PUO' UNO SCOGLIO ARGINARE IL MARE - ANCHE SE NON VOGLIO TORNO GIA' A VOLARE (Intorno a Alessandro Di Battista)



Per primissima, urgente, cosa, invito tutti a vedersi il video youtube inserito in cima alla colonna sinistra del mio blog. Stupefacente, sensazionale, agghiacciante (ma non sorprendente per noi)! L’agente del Mossad, Juval Aviv, intervistato dalla CNN, nientemeno, dichiara che l’esplosione del 7 luglio 2005 al metrò di  Londra, attribuito a due ragazzi musulmani, ovviamente incastrati (come risulta, tra le altre incongruenze, dal fatto che le foto dimostrano che la bomba, evidentemente posta in precedenza, esplose da sotto la piattaforma della carrozza e non nello zaino lasciato sul pavimento, come affermato dalla polizia),  “è facile da farsi, come abbiamo fatto NOI a  Londra”, per poi esitare e correggersi: “come è stato fatto a  Londra”.

Ora che,.a forza di urlare come carrettieri ubriachi, o come automobilisti romani inferociti dall’inerme pedone, gli sguatteri dell’imperatore hanno perso la voce, è il momento di ragionare sui fatti. Roba invisa e anche proibita agli sguatteri e praticata, a mia conoscenza, dal solo, per me esimio, Angelo d’Orsi, reperto eterodosso di intelligenza e onestà nel “manifesto”, a dispetto delle ripetute volte che ha spillato fuori dal vaso adeguandosi alle frustrazioni sinistre dei bastona-5 stelle. La sua  (l’adesione furbesca ed equivoca di Pannella non conta),  e quella del vignettista Vauro, diseguale fustigatore di infamie padronali (quando non annebbiato dalla vulgata imperiale su “dittatori” e “diritti umani”), sono state, per quanto mi è dato di leggere, le uniche voci che hanno sostenuto le buone ragioni del parlamentare Cinque Stelle Alessandro di Battista, opponendo alla canea dei servi sciocchi, falsari e ignoranti, alcuni metri cubi di razionalismo.

martedì 22 luglio 2014

MH17, FALSE FLAG 2 - i soliti noti


Amici, la storia dell’aereo malese è troppo grossa e dalle possibili ricadute epocali perché io non torni a infastidirvi rompendo l’estivo silenzio stampa.

Ti fottono, continuano a fotterti, si divertono a fotterti, non perché sono svegli, ma perché sei tu che dormi. (Anonimo)

E’ assoluta pazzia aspettarsi giustizia da chi è privo di principi. (Proverbio)

Una stampa cinica, mercenaria, demagogica produrrà nel tempo un popolo altrettanto degradato. (Jospeh Pulitzer)


Il nuovo 11 settembre stampella di USraele
Alla luce della storia, della logica, del cui prodest e dei fatti, i quasi 300 morti dell’aereo malese MH17 abbattuto sul Donbass (Novorussia) e i crimini successivi che con questa operazione si vorranno giustificare, sul modello già più volte ripetuto dell’11 settembre (ma anche di Pearl Harbour, Golfo del Tonchino, Metrò di Londra, Maine a Cuba…), vanno inconfutabilmente registrati in capo alla banda di belve sanguinarie rintanate a Washington, Londra, Bruxelles, Kiev e Tel Aviv.

Il terrorismo delle provocazioni intese a suscitare sgomento, indignazione, rivalsa, perché compiute a spese di alti numeri di vite innocenti, è storicamente tutto dell’Occidente anglosassone-israeliano. Gli avversari, avversari e vittime dell’imperialismo, non hanno saputo, o piuttosto voluto, rispondere con la stessa moneta. Rovesciare questo assioma certo in un contrario falso, è il compito dettato dai terroristi di Stato alle prostitute del lupanare mediatico. Nulla lo evidenzia meglio del coro sinistro-destro che sostiene la rivendicazione,  avanzata da Israele e dai suoi scherani, del cosiddetto “diritto all’autodifesa” del macellaio dalle pecore. Questo nel momento in cui, uno Stato Mostro, popolato da una maggioranza di mostriciattoli con la bava alla bocca e gli occhi iniettati di sangue per la consapevolezza di essere ontologicamente ladri e assassini, intensifica 70 anni di genocidi scaricando fosforo bianco e missili all’uranio su un formicaio di 2 milioni di persone accatastate le une sulle altre.

giovedì 17 luglio 2014

LA POSTA IN GIOCO - It's all about Gaz(a)



 Mancano i nazisti di Kiev


“Dico con tutta la forza della mia anima che il nostro paese è realmente un paese che fa parte del quadro occidentale, appartiene all’Unione Europea, alla NATO e questo non si mette in discussione …” (Alexis Tsipras – intervista ad Antenna tv (emittente greca) maggio 2014).

“Il processo dell’inganno massmediatico deve essere cosciente per essere attuato con sufficiente precisione. Ma deve essere anche inconscio , perché sennò provocherebbe una sensazione di falsità e dunque di colpa. Raccontare deliberate bugie credendovi sul serio, dimenticare ogni fatto che sia diventato sconveniente e, poi, quando torni ad essere necessario, tirarlo fuori dall’oblio per il tempo necessario, smentire l’esistenza di una realtà oggettiva e, simultaneamente, tener conto della realtà che si nega, tutto questo è necessario e indispensabile”. (George Orwell, “1984”)

Al vincitore non si chiede mai di dire la verità”. (Adolf Hitler)

Questa e nient’altro è la radice dalla quale cresce un tiranno: quando appare inizialmente si presenta come protettore”. (Platone)

Amici, una tregua anche per noi. Per una mesata vado fuori Italia e ci ritroveremo dopo Ferragosto. Continuerò comunque a leggere con attenzione i vostri commenti. Non perdetevi tra gli ombrelloni e gli stambecchi e non perdetevi soprattutto d’animo. Occhio aguzzo su quanto commetterà di infame, come sempre nella disattenzione estiva, il Circo degli orrori con i suoi guitti, farabutti e veline. Ciao.

Ultimissime: gli squali della flotta di mostri marini hanno divorato 4 bambini che giocavano sulla spiaggia di Gaza. Ragazzi, è miracoloso: contemporaneamente un autogol da classifica compromessa per i nazisionisti e un assist clamoroso al popolo palestinese. I cannibali si sono dovuti fermare.


I cicisbei, i gigolò e le zoccole che popolano i media occidentali e tra i quali i nostri mantengono il primato Guinness, non vi hanno fatto sapere:

lunedì 7 luglio 2014

SERVO ENCOMIO, CODARDO OLTRAGGIO, tra Italia, Palestina e Ucraina


“Dico con tutta la forza della mia anima che il nostro paese è realmente un paese che fa parte del quadro occidentale, appartiene all’Unione Europea, alla NATO e questo non si mette in discussione …” (Alexis Tsipras – intervista ad Antenna tv (emittente greca) maggio 2014)

ULTIMISSIME DELLA NOTTE DEL 7/7/2014 dopo la chiusura di questo post.
Il leader di ISIL, Abu Bakr al Baghdadi, è stato colpito e ferito gravemente da un pilota siriano su un Sukhoi russo nella provincia orientale irachena di Anbar. Il califfo del neo-istituito Califfato Islamico di Siria e Iraq si troverebbe in stato di coma e dovrebbe essere trasportato in Turchia. Se la notizia è confermata, si tratterebbe del più breve califfato della storia. Fonte: l'agenzia siriana "Syrian Perspective". 
In ogni caso, viva la Siria e la sua aviazione.


Vi  consiglio di leggere, sul blog di Beppe Grillo, il discorso che il leader Cinque Stelle ha pronunciato all’apertura del Parlamento Europeo e poi confrontarlo con quello pronunciato dal berluschino clonato dalla Cupola in occasione dell’assunzione della presidenza del semestre a presidenza italiana. L’elencazione delle malefatte della cosca di Bruxelles mi pare eccellente e del tutto condivisibile, densa di contenuti di denuncia e proposte, salvo l’ormai cronica carenza nei Cinque Stelle – al netto di sporadici riferimenti corretti a situazioni specifiche (Ucraina, Medio Oriente, Iran…) - di  un programma generale di politica estera. Sta alla sfilza di bolle sparate dal bullo di sapone, con quella burina grandinata di citazioni e nomi per esibire una cultura che non c’è, come le Catilinarie di Cicerone stanno a uno sketch di Panariello. Un misto di fanfaronate da guappo di borgata e di battutine all’insegna del servo encomio ai serialkiller di classe che hanno raso al suolo l’Europa meridionale e fanno da ausiliari alle guerre imperiali, e del codardo oltraggio alla verità e all’onestà. Roba che solo la messa cantata dei media, TG3 berlingueriano (nomen omen) in testa, riesce a trasformare da naufragio in crociera di lusso.

domenica 29 giugno 2014

LA RAGNATELA


Tranquilli, è lungo, ma giuro che non mi ripresento prima di una settimana
“Ecco dunque un principio essenziale: insegnare i dettagli significa portare confusione. Stabilire la relazione tra le cose, significa portare la conoscenza” (Maria Montessori)
Le amazzoni del fattucchiere

Il caravanserraglio di giostrai da strapaese, con  per direttore un coniglio mannaro in ghingheri e lustrini che urla “venghino signori!” ed esibisce ai bifolchi a bocca aperta le buffonate dei suoi nani (dell’intelletto) e gli zompi imbranati delle sue ballerine – rispetto a quelli del guitto mannaro è cambiata solo la scenografia –, di peggio ha solo la banda di sicofanti che in musica ne sostiene le funambolerie per gonzi. Una marcetta assordante, in perfetta armonia cacofonica, dal piffero del foglietto sinistro alla grancassa del giornalone dei satrapi.Tuttavia, ai cafoni portati alla quinta elementare da maestri diplomati ad Arcore, subito accorsi in massa in piazza, pare musica celestiale, tanto da farsene travolgere tutti in trance estatica, come tanti dervisci. Tanto da non sentire neanche una parola del complesso di rappers che, dall’alto della collina, spara versi a raffica contro i trucchi, gli imbrogli, gli espedienti da quattro soldi, della sbrindellata compagnia di giro.

giovedì 19 giugno 2014

IRAQ, FALSE FLAG



“La nostra politica è quella di fomentare guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti sprofondino sempre più nel loro debito e, quindi, sempre più sotto il nostro potere”. (Amschel, Mayer Rothschild, 1773)
“Dico con tutta la forza della mia anima che il nostro paese è realmente un paese che fa parte del quadro occidentale, appartiene all’Unione Europea, alla NATO e questo non si mette in discussione”. (Alexis Tsipras)


(False Flag, bandiera falsa, era quella dei pirati che issavano i corsari di Sua Maestà per ingannare i galeoni spagnoli da depredare. Il capitalismo anglosassone-israelita nasce e s’impingua anche così. E continua)

Quella notte in Iraq
Chissà perché, cronisti e poi storici fissarono al 20 marzo 2003 l’inizio dell’invasione Usa-Nato dell’Iraq, illegale perché senza licenza ONU, dunque, anche per questo aspetto tra i mille, criminale. Ero solo sulla macchina di un autista, reperito ad Amman, che aveva già fatto, nelle precedenti 36 ore, due andate e ritorni sui 1000 chilometri tra la capitale giordana a Baghdad. Non so come riuscisse a tenere gli occhi aperti, nonostante l’ininterrotto chiacchiericcio con cui cercavo di tenerlo sveglio. Infatti, quando fummo sbalzati dai nostri sedili per l’urto contro un palo elettrico nel fosso, gli occhi li aveva tenuti chiusi. Era la notte tra il 17 e il 18 marzo, ero partito da Roma perché molti segnali indicavano che l’aggressione era imminente. Il criminale di guerra Blair aveva potenziato le balle di Bush jr. e del segretario di Stato, Colin Powell, che facevano di Saddam il detentore di armi di distruzione di massa, di armi chimiche e il compare di Osama bin Laden nell’attacco alle Torri Gemelle, aggiungendo che nel giro di pochi minuti Saddam avrebbe potuto portare devastazione e morte su Londra. Fu in quella notte del 17 marzo che l’aggressione iniziò con il lancio di due missili sull’autostrada Amman-Baghdad, proprio sul posto di ristoro che avremmo trovato demolito pochi minuti dopo.

domenica 8 giugno 2014

L'URLO DEL DONBAS, IL PIGOLIO DEGLI TSIPRAS


L’urlo


Appello del popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk alla comunità mondiale
30/05/2014

Il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha diffuso il seguente testo dell'appello

Noi, il popolo della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk, in questo momento critico ci rivolgiamo alla comunità mondiale con la richiesta di aiuto immediato e di una risposta immediata a ciò che sta accadendo nella nostra terra, in relazione alla minaccia che incombe su di noi dell'annientamento da parte delle forze nazi-fasciste, che vengono usate dal regime dell'Ucraina.

Dichiariamo che il nostro unico desiderio è rappresentato dall'aspirazione a vivere in conformità con le nostre tradizioni e costumi storici, con la nostra cultura e le nostre abitudini, in pace e in rapporti di buon vicinato con tutte le nazioni, i popoli e gli stati che non mostrano ostilità nei nostri confronti.

Il nostro è un popolo lavoratore e creativo, ma è stato costretto a imbracciare le armi per proteggere la vita e il proprio futuro, poiché non gli è rimasta altra scelta. Noi non abbiamo mai mostrato aggressività nei confronti di alcuno stato o popolo, non abbiamo mai perseguito obiettivi di espansione e di annessione di altri territori. Noi resistiamo per la nostra terra e per le nostre famiglie, e resisteremo fino alla fine. Non è la prima volta che succede nella storia.

mercoledì 4 giugno 2014

O STELLE O BUIO - Tsipras, massoni e Bilderberg - Farage e migranti - Servo encomio, codardo oltraggio



Amici, è lunga. Ma leggetelo un po' per volta. Tanto per qualche giorno non mi rifaccio vivo.
Quando persone che si trovano onestamente in errore imparano la verità, o cessano di essere in errore, o cessando di essere onesti. (Anonimo)

Un tempo non era permesso a nessuno di pensare liberamente. Ora sarebbe permesso., ma nessuno ne è più capace. Ora la gente vuole pensare ciò che si suppone debba pensare. E questo lo considera libertà”. (Oswald Spengler, “Il tramonto dell’Occidente”)

Con tutto il gran casino che sta succedendo da varie parti è difficile, dopo una settimana di esternalità nella tranquilla e, per alcuni a ragione, per altri strumentalmente, vituperata Ungheria, scegliere l’argomento. C’è la Turchia del despota integralista fuori di testa, Erdogan, che continua a deflagrare, mettendo in subbuglio altro che la tenuta del caposaldo Nato, l’intero assetto del terrorismo jihadista.euroatlantico nella regione. C’è soprattutto l’Ucraina dove, a dispetto del genocidio dell’altro fronte terrorista, stavolta nazista-euroatlantico, il complotto imperialista rischia di frantumarsi contro la stupefacente resistenza dei patrioti russi e, di più, contro la strepitosa mossa russo-cinese della creazione del blocco geopolitico, economico, militare euroasiatico, insieme a Kazakistan, Bielorussia, Iran e Armenia, sostenuto dalla simpatia dei BRICS e dell’intero “terzo mondo”. C’è, in Tailandia, la presa del potere dell’esercito, nel nome della resistenza popolare di piazza all’arbitrio della corrotta cosca  predatrice dei Shinawatra, intima di Washington Naturalmente, il “manifesto” valuta il  la vicenda come Obama, “golpe militare” contro i difensori della democrazia. “Sono militari!”. Già, Come quelli che tentarono di rovesciare Hitler nel 1944.

martedì 20 maggio 2014

AFRICA: nuovi richiamini dell'11 settembre.



Un impero fondato dalla guerra deve mantenersi con la guerra” (Charles de Montesquieu)

Coloro che non si muovono, non si accorgono delle loro catene. (Rosa Luxemburg)

E’ compito di coloro che pensano di non stare dalla parte dei giustizieri” (Albert Camus)

E c’è pure la Pinotti con gli anfibi
Grandi manovre del neocon Obama e dell’imperialismo franco-anglosassone per riprendersi l’Africa sfuggita nel secolo scorso ai predatori colonialisti. Madame Pinotti in orgasmo, già eccitata dai preliminari con i nazisti di Ucraina, è pronta a fornire al prosseneta-capo i suoi gigolò in uniforme.

Dopo l’eliminazione dalla scena del faro della libertà africana, Gheddafi, viene spedito In avanscoperta in Mali e Centrafrica lo sguattero Hollande. Il Mali sarà il primo paese del Sahel da ricondurre al guinzaglio di Parigi. Viene utilizzato l’inquinamento islamista della lotta dei Tuareg per la libertà del loro paese (l’Azawad) come pretesto contro un popolo amico di Gheddafi, in lotta storica per l’indipendenza. Vi si dovrà costruire una piattaforma per la destabilizzazione dell’Algeria. Nella Repubblica Centrafricana, invece, lo sherpa apripista francese ricorre alla Legione  a protezione di stragisti cristiani, attivati per strappare agli anticolonialisti musulmani uranio e petrolio. Ora si va sul sul bersaglio grosso, Libia e Nigeria. Entrano in campo direttamente (nella prima per la seconda volta) le armate imperiali. E per riprendersi il continente è necessario iniettare del botulino tra le rughe dell’islamofobia euro-atlantica, il cui volto, liftato dall’11 settembre, è andato un po’ disfacendosi davanti all’evidenza che, alla faccia dei migliaia presuntamente ammazzati da Al Qaida nelle Torri Gemelle e nei trasporti pubblici di Parigi e Madrid, quei macellai sono stati, in Siria e in Libia, la soldataglia di ventura agli ordini dell’imperatore. Come se le SS di Hitler si fossero precipitate  a spianare la strada per Stalingrado all’Armata Rossa.

giovedì 15 maggio 2014

Il Nazicapitalismo alla Seconda Guerra Mondiale 2.0


La vera mappa della presenza russa

C’è un tempo in cui l’azione della macchina diventa così odiosa, ti rivolta nel profondo, che non puoi più farne parte. Non puoi prendere parte neanche passivamente, devi mettere il tuo corpo sui pedali e sulle ruote, sulle leve, sull’intero macchinario, e devi fermarlo. E devi dire a coloro che lo dirigono, alla gente che lo possiede che, finchè tu non sarai libero, alla macchina verrà impedito di lavorare”. (Mario Savio, rivoluzionario di Berkeley, 1964)
“Il mondo è un posto pericoloso, non tanto per coloro che fanno il male, ma per quelli che vedono e fanno nulla”. (Albert Einstein)
“Quando la verità è sostituita dal silenzio, il silenzio è una bugia”. ( Yevgeny Yevtushenko, poeta sovietico)
 Vittoria a Homs

Siria, Ucraina, tutto il terrorismo è paese
La luce arriva da due sorgenti: dalla bandiera siriana issata su Homs, terza città siriana, liberata dai ratti Nato-Golfo dopo tre anni di devastazione e saccheggio e che potrebbe essere, insieme alla quasi-liberazione di Aleppo, l’inizio della fine dell’aggressione; e dalle repubbliche popolari dell’Est Ucraina, tragicamente sole, ma gloriosamente impegnate a ricordare al mondo che per la libertà si deve essere pronti a morire. A parte il sostegno diplomatico di Mosca a Donetsk, Lugansk, Slaviansk e alle altre città proclamatesi indipendenti e pronte a entrare a far parte della Russia, i rivoluzionari dell’Ucraina russa sono più soli dei Sioux a Wounded Knee. Nessun appello, stavolta, di Rossana Rossanda, sinistra intellettuale della criptodestra imperialista, a quelle brigate internazionali tipo Spagna da spedire contro Gheddafi, a mescolarsi con i missili Nato e i tagliagole dell’Islam mercenario.